Ci sono libri che si leggono e poi si dimenticano, e poi ci sono libri che restano lì, dentro, anche quando li hai chiusi da tempo.
Infinite Jest per me è esattamente questo.
Non è un libro facile, e credo sia giusto dirlo subito. È lungo, complesso, pieno di deviazioni, di note, di personaggi che entrano ed escono senza preavviso. A volte ti perdi, a volte ti sembra di non avere un filo chiaro. Però è proprio questo il punto: il libro è fatto così perché il mondo che racconta è fatto così.
All’inizio pensi che parli di tennis, di droga, di una specie di futuro distorto. Poi piano piano capisci che in realtà sta parlando di qualcosa di molto più profondo, cioè di come cerchiamo continuamente qualcosa che ci faccia stare meglio senza affrontare davvero quello che abbiamo dentro. È un libro sull’intrattenimento, ma non quello leggero: quello che ti assorbe, che ti spegne, che ti tiene fermo.
L’idea dell'"intrattenimento" che rende chi lo guarda incapace di fare qualsiasi altra cosa, è una delle cose più potenti che abbia mai letto. Oggi viene quasi spontaneo pensare ai social, allo streaming, a tutto ciò che consumiamo senza accorgercene. Wallace questa cosa l’aveva vista con un anticipo impressionante.
I personaggi sono tanti, tantissimi, ma tutti hanno qualcosa in comune e lasciano il segno. Sono fragili, spesso smarriti, in lotta con qualcosa che non riescono a controllare. Non sono eroi, non sono modelli, sono persone vere, e forse è proprio per questo che restano.
Anche lo stile è particolare, a tratti difficile, ma mai banale. Wallace riesce a passare da momenti molto tecnici a riflessioni profondissime nel giro di poche righe (e di note, e di note delle note 🙂). A volte ti fa sorridere, altre ti mette a disagio, altre ancora ti costringe a fermarti e rileggere.
Quello che mi colpisce ogni volta è che non è un libro che ti “accompagna”, è un libro che ti sfida. Non ti semplifica niente, non ti dà risposte facili, e forse è proprio questo il motivo per cui lo adoro 🙂
Non è per tutti, e secondo me è giusto così. Richiede tempo, attenzione, e anche un po’ di pazienza. Ma se riesci ad entrarci davvero, diventa qualcosa di difficile da spiegare a parole.
Per me non è un romanzo da finire, è un romanzo da attraversare. E una volta che lo attraversi, anche solo in parte, non lo lasci più davvero 👍
Quante volte l’avrò letto? Sei, sette? Non lo so. So però che Wallace ha fatto a noi lettori davvero un bello scherzo...
Approfitto anche per segnalare che su Telegram ho creato un gruppo dedicato a questo romanzo fantastico,
basta cercare:
@InfiniteJestItalia
https://t.me/InfiniteJestItalia
Buona lettura a tutti 🙂