C’è una scelta che oggi sembra quasi controcorrente, ma che per me è diventata centrale: non salvare nulla lato server delle preferenze sui cookie.
Viviamo in un mondo in cui ogni clic, ogni scelta, ogni comportamento viene tracciato, registrato, conservato. Spesso più del necessario. Spesso senza che ce ne rendiamo davvero conto. E allora mi sono chiesto: ha senso farlo anche qui?
Su Argo Agorà ho deciso di no.
Le preferenze sui cookie restano sul dispositivo dell’utente. Non vengono inviate al server, non vengono archiviate, non vengono trasformate in un dato da conservare. Non esiste un database dei consensi, non esiste uno storico delle scelte. Esiste solo la volontà dell’utente, nel momento in cui naviga.
È una scelta semplice, ma non banale.
Significa rinunciare a qualcosa: alla possibilità di avere log dettagliati, di “dimostrare” ogni consenso, di accumulare informazioni. Ma significa anche rispettare davvero uno dei principi più importanti del Regolamento (UE) 2016/679: la minimizzazione dei dati.
Raccogliere solo ciò che serve.
E, soprattutto, non raccogliere ciò che non serve.
In un forum come questo, dove l’obiettivo è il dialogo, il confronto, la libertà di espressione, mi è sembrato coerente adottare un approccio altrettanto pulito: meno dati, meno tracciamento, più fiducia.
Non è una scelta “tecnica”.
È una scelta di impostazione.
Significa dire: non tutto ciò che si può raccogliere, deve essere raccolto.
E forse, in un’epoca in cui i dati sono diventati ovunque, iniziare a togliere qualcosa è il modo più concreto per restituire un po’ di spazio alle persone.