Ci sono film e serie che scorrono via. Ti tengono compagnia, magari ti distraggono, e poi spariscono. Non c’è nulla di male: a volte abbiamo bisogno anche di questo.
E poi ci sono altre storie. Quelle che restano.
In Infinite Jest l’intrattenimento diventa quasi una trappola: qualcosa che ti cattura, ti assorbe completamente, fino a farti dimenticare tutto il resto. Wallace estremizza, certo, ma il punto è chiaro: non tutto ciò che ci intrattiene ci fa davvero bene. Anzi, spesso è il contrario.
E allora mi sono chiesto: esiste un intrattenimento diverso?
Qualcosa che non sia solo evasione, ma anche ritorno. Che non ti svuoti, ma ti lasci qualcosa.
Per me sì.
Sono quei film che, quando finiscono, non chiudi semplicemente la storia. Ti porti dietro una sensazione, un pensiero, a volte anche una piccola inquietudine. Non ti cambiano la vita in modo eclatante, ma spostano qualcosa, anche di poco.
Non si tratta di cercare sempre qualcosa di “profondo” a tutti i costi. Ma di riconoscere quando una storia non è solo consumo, quando non è solo tempo riempito, ma tempo vissuto.
Questa sezione nasce da qui.
Non per dire cosa è bello o cosa non lo è, ma per condividere quelle visioni che, in un modo o nell’altro, restano.